La nascita e lo svezzamento - Allevamento amatoriale Kyle

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La nascita e lo svezzamento

Fasi di allevamento
Le uova feconde, salvo imprevisti; dopo circa 13 giorni si schiudono liberando i pulcini che nascono praticamente nudi e con gli occhi chiusi, ma essi subito si protendono aprendo il piccolo becco, inizia quindi il periodo in cui i genitori li alimentano servendosi in modo particolare del pastoncino. Dopo una settimana i nidiacei sono ben sviluppati, presentano le prime bozze delle piume e continuano imperterriti a reclamare cibo in quantità sempre maggiore . Giunti al quinto-settimo giorno di vita dei piccoli nati, si procede alla pratica dell’inanellamento. Cioè si inserisce in una zampetta del canarino un anellino, solitamente di alluminio per i canarini e di acciaio per i pappagalli, fornito dalle varie Associazioni Ornitologiche, con su inciso il numero progressivo, il codice identificativo dell’allevatore, l’anno di nascita e la sigla della Federazione.

Si procede così: si prende in mano il canarino da anellare, si capovolge in modo che le zampette stiano nella parte superiore e tenendo leggermente strette ed unite le tre dita anteriori della zampetta, si infila l’anellino, lo si fa scorrere delicatamente, affinchè anche il dito posteriore posto all’indietro rispetto alle altre tre, sia completamente superato dall’anellino. Tranquilli ! Dopo il passaggio dell’anellino il dito posteriore torna al suo stato naturale.



Se, per caso, la zampetta è già troppo grossa, ungere con pochissimo olio, e vedrete che l’anellino scorrerà con più facilità. A questo punto l’inanellamento è completato e il canarino beneficiario avrà per tutta la sua vita la propria carta d’identità dalla quale si può risalire alla sua età e al suo allevatore. Controllare nei giorni successivi che il piccolo abbia ancora l’anellino nella propria zampetta. In caso contrario procedere di nuovo all’inanellamento. Non di rado la canarina, osservato un oggetto estraneo nel proprio nido, afferra  col becco l’anellino nel tentativo di gettarlo via dal nido, trascinandosi anche il povero piccolo che va così a finire sul fondo della gabbia. Se dovesse accadere è opportuno  prendere in mano il piccolo caduto, scaldarlo col l’alito e rimetterlo nel nido. Un piccolo suggerimento: prima di anellare, coprire l'anellino con carta adesiva marroncina (quella per pacchi) ritagliando una striscetta e avvolgendo con essa l'anellino.
Vedrete che difficilmente troverete un piccolo gettato fuori dal nido a causa dell'anellino. Sarà poi tolta la striscetta di carta adesiva non appena il piccolo novello uscirà dal nido. Sull'anello si legge la sigla della FOI (Federazione Ornicoltori Italiani), la data e la sigla dell'allevatore, l'anello è inamovibile e dimostra l'origine del soggetto. I giovani dopo 18/21 giorni, se i genitori sono stati bravi e costanti nell'imbeccare, mostrano un piumaggio pressochè completo e sono già pronti a tentare timidamente l'involo. Ma anche dopo essere usciti dal nido i piccoli hanno bisogno dell'imbeccata dei loro genitori, fino a quando non avranno compiuto i 25/27 giorni di vita. Si consiglia di allontanare i giovani ed il maschio dalla madre quando questa presa dallo stimolo di una successiva nidificazione, avrà deposto il terzo uovo. In questo modo la femmina potrà pensare tranquillamente alla seconda covata senza essere disturbata, mentre il maschio continuerà da solo a svezzare i giovani figli che saranno autonomi intorno al mese di età;  a questo punto la prole deve essere alloggiata in una gabbia più grande (voliera) in modo che gli stessi possano esercitarsi nel volo. Per evitare inutili e dannose fatiche alla canarina è bene limitare a due le sue covate in un anno, soprattutto se queste sono andate a buon fine.


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